giovedì 20 settembre 2018

Parrocchia "Maria SS. del Rosario"

Cosentini - Santa Venerina (CT)

Il Ministro straordinario della Comunione

Il ministero straordinario della comunione

Con una apposita Istruzione della Congregazione per i Sacramenti ed il Culto del 23 gennaio 1972, dal titolo Immensae Caritatis, Paolo VI ha istituito il “Ministero Straordinario della Comunione” (MSC), per accogliere precise e continue istanze delle varie Conferenze episcopali e, soprattutto, per rispondere alla esigenza sempre più diffusa di dare a tutti coloro che lo desiderano e sono ben disposti la possibilità di comunicarsi. Questo ministero istituito è un'ulteriore prova della sollecitudine della Chiesa, nei confronti di tutti i fedeli, e soprattutto dei malati, degli anziani e di quanti sono impediti di partecipare alla Messa, per consentire più facilmente, anche ad essi, di partecipare pienamente al sacrificio di Cristo e ai suoi frutti salvifici con la Comunione; in secondo luogo esso è istituito per facilitare l'adorazione e il culto eucaristico in quei luoghi in cui non è facile avere a disposizione un presbitero o un diacono per l'esposizione del SS.mo Sacramento.

"Affine al ministero dell'accolitato, questo servizio se ne differenzia per il campo più ristretto e per le circostanze eccezionali in cui può essere svolto. E' un incarico straordinario, non permanente, concesso in relazione a particolari e vere necessità di situazione, di tempi e di persone". (EM, 66).

  

INDICAZIONI PER IL MINISTERO STRAORDINARIO DELLA COMUNIONE

Il Ministero può essere esercitato esclusivamente nell'ambito per il quale viene concessa l'autorizzazione (parrocchia, unità pastorale, ospedale, comunità religiosa…).  Per questo, se un MSC si trasferisce in altra parrocchia o comunità, anche all’interno della Diocesi o istituto religioso, non può più esercitarlo. Qualora il nuovo parroco lo ritenga necessario, dovrà chiedere all’Ordinario, tramite l’Ufficio Liturgico, la delega per una nuova istituzione.

Ecco alcuni requisiti del MSC:

1)     Età minima 25 anni;

2)     Capacità di vivere relazioni aperte e serene;

3)     Disponibilità a vivere in modo generoso e disinteressato il servizio;

4)  Un cammino personale di fede serio e responsabile, caratterizzato da una forte appartenenza ecclesiale e aperto alla formazione permanente richiesta dal ministero;

5)   La stima della comunità, specialmente per chi dovrà portate la comunione nelle case di malati e anziani.

Pur lasciando alla discrezione del Parroco/Cappellano/Superiore la decisione ultima, si ritiene opportuno indicare nel compimento dei 75 anni l’età massima per esercitare il Ministero.  

Il ministero straordinario della comunione comprende quattro tipi di servizio eucaristico, che potranno essere esercitati solo quando non sono disponibili preti, diaconi o accoliti istituiti e sempre regolati dal parroco:

1)  Aiutare il presbitero nella distribuzione della comunione ai fedeli nelle assemblee liturgiche numerose, per non prolungare eccessivamente la celebrazione.

2)   Portare la comunione agli infermi e agli anziani , su loro richiesta, specialmente nelle Domeniche nelle feste, dopo aver partecipato alla messa comunitaria, e dando vita a una forma concreta di “ministero della consolazione”. 

3)   Distribuire la comunione fuori della messa , durante una celebrazione che può avere la forma di liturgia della Parola o dell'Ufficio divino, nei giorni feriali, in orari fissati nel calendario parrocchiale o dell'Istituto. In questo caso il ministro può comunicare se stesso.

4)   Esporre pubblicamente all'adorazione la santa Eucaristia, in giorni stabiliti (es. primo venerdì del mese), guidare una preghiera adatta a questo tipo di celebrazione, e poi riporre l'eucaristia nel tabernacolo senza impartire la benedizione. 

L'esercizio di questo ministero non cambia l'identità ecclesiale del ministro e quindi egli lo compie indossando gli abiti laicali o religiosi propri della sua condizione; essi siano semplici e decorosi.  La tunica bianca può essere usata solo quando il ministro è chiamato a svolgere in tutta la messa la funzione di accolito. Ogni ministro si prepari con cura a svolgere la propria mansione nel pieno rispetto delle norme della liturgia, affinché tutto si svolga in un clima di fede e di carità.  Non sono consentiti al ministro gesti rituali non previsti dalla liturgia, come il lavarsi le mani in pubblico.

La presenza di un MSC nell’assemblea non rende automatico il servizio di distribuzione della Comunione. Il MSC si mette a disposizione e, solo se chi presiede la celebrazione lo richiede, si avvicina all’altare e riceve la pisside con le ostie da distribuire. 

Coloro che portano la comunione ai malati, terminata la distribuzione in chiesa, ricevono dal presidente della celebrazione la teca e partono, senza aspettare la fine della messa. Chi aiuta nella distribuzione durante la stessa celebrazione, ritorna al proprio posto, nell’assemblea. 

Nessun ministro ha diritto a remunerazione. E’ proibito accettare qualsiasi tipo di offerta in occasione dell’esercizio del Ministero.  

Il Parroco/Cappellano/Superiore competente, sulla base delle circostanze pastorali,  può chiedere l’esonero di un Ministro istituito; l’Ordinario, attraverso l’Ufficio Liturgico, può sospendere provvisoriamente o a tempo indefinito dall’esercizio del Ministero. 

 

COME ESERCITARE IL MINISTERO STRAORDINARIO DELLA COMUNIONE

Se distribuisci la Comunione durante la celebrazione eucaristica 

Mentre si canta o si recita l’Agnello di Dio, avvicinati all'altare e attendi che il presidente ti porga la pisside; se devi fare la comunione, prima la ricevi tu direttamente dalle sue mani.  Quindi raggiungi il posto indicato per la distribuzione e, dopo aver alzato l'ostia, dici Il Corpo di Cristo; porgi quindi l'ostia poggiandola o nella mano, o in bocca, facendo attenzione che non cada a terra.  Terminata la distribuzione sali all’altare e, deposta la pisside sopra il corporale, genufletti e torna al tuo posto.  Se per qualche motivo eccezionale ti è chiesto di riporre la pisside nel tabernacolo (compito, comunque, normalmente del ministro ordinario: prete o diacono), vai al luogo della custodia, apri il tabernacolo, riponi la pisside e, dopo aver fatto la genuflessione, chiudi il tabernacolo e torna al tuo posto. La parola e l'atteggiamento manifestino sempre la tua fede nella presenza eucaristica di Cristo e il tuo servizio alla comunità cristiana.  

 

Se distribuisci la Comunione fuori della celebrazione eucaristica 

Preoccupati che l’ambiente sia preparato. Scegli le letture da proporre (liturgia del giorno oppure letture proposte nel Lezionario per le Messe votive della santissima Eucaristia o del preziosissimo Sangue di Gesù). Prima di iniziare a celebrare sosta un po' in preghiera, quindi inizia la celebrazione secondo il rito indicato. A conclusione invoca la benedizione di Dio facendo su te stesso il segno della croce e dicendo: “Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna”.  

 

Se nel Giorno del Signore porti la comunione ad un anziano o malato che vive in famiglia  

Quando ti viene chiesto di portare la Comunione ad una persona malata o anziana, accordati con la famiglia circa l’orario d’arrivo e procura che in casa venga preparato un luogo adatto per la celebrazione (la tovaglia, il crocifisso, una candela, un fiore..). Entrando saluta i familiari, interessati del malato o anziano: prima di ogni cosa ascolta, sii fratello e amico! Quindi inizia la celebrazione, seguendo il rito previsto. Porgi l'ostia nella mano o in bocca, con delicatezza, e preoccupati che riesca a deglutire, altrimenti porgi un po' d'acqua. 

Sosta un po' in silenzio o prega insieme a lui, quindi invoca la benedizione a nome di Dio e della Chiesa. Assicura il tuo ricordo nella preghiera e se ha necessità particolari interessati e aiutalo. Prima di lasciare la famiglia, trattieniti parlando della Parrocchia, delle iniziative, delle gioie e delle fatiche, dei bambini e dei giovani, della vita che cresce: siamo tutti membra vive della comunità! Il tuo servizio si svolga in stretta collaborazione con il Parroco, primo responsabile della comunità cristiana e dei sacramenti. Porta a conoscenza del Parroco le necessità della famiglia che visiti, dei desideri del malato o anziano, della sua vita spirituale e familiare. Mantieni scrupolosamente una grande discrezione sulle persone e sulle situazioni che incontri. 

 

Se esponi il Santissimo Sacramento per l’adorazione dei fedeli 

Prepara l'ambiente (assicurati che l'altare sia preparato, con la tovaglia, il corporale, le candele accese, i fiori; che ci siano, infine la chiave del tabernacolo e l'ostensorio). Quindi, mentre si canta un inno eucaristico avvicinati al tabernacolo e, fatta la genuflessione, prendi l’ostia dalla teca, ponila nell'ostensorio al centro dell’altare e fermati ancora un po' in adorazione. Al momento della riposizione, mentre si canta, avvicinati all'altare e, dopo la genuflessione e una sosta in adorazione, ti alzi e preghi una delle orazioni previste; poi togli l’ostia dall’ostensorio e riponila nella teca dentro il tabernacolo, genufletti ancora e chiudi il tabernacolo (ricorda che tu non puoi dare la benedizione). (N.B. È bene che gli incontri di preghiera non presieduti da un ministro ordinato siano preparati e “gestiti” da più figure ministeriali che si coordinano nell’animare la celebrazione col canto, la proclamazione della Parola, le invocazioni e le azioni propriamente rituali, evitando ogni protagonismo dei singoli).

 

Nella nostra parrocchia abbiamo la presenza di tre Ministri straordinari della Eucaristia. 

E sono: La Sig.ra Maria Mammino, il Sig. Norberto Cannavò e il Sig. Giuseppe Cavallaro.

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